Il Pastore del cielo a guardia dei 7 buoi

 

Boote è una delle costellazioni più antiche del cielo.

È di solito conosciuta con questo nome perché il suo significato è controverso: pastore, bovaro, bifolco sono quelli più comuni.

Per i latini Boote era il custode dei “septem triones”, i 7 buoi simbolicamente rappresentati dalle 7 stelle che formano l’asterismo del Grande Carro.

Parlando di questa costellazione non possiamo dimenticare Arturo, una delle stelle più brillanti del cielo (preceduta solo da Sirio e Canopo, oltre che da Alfa Centauri non visibile però dalle nostre latitudini), infatti è relativamente vicina: ci separano 36 anni luce.

Il nome deriva dal greco e significa “guardiano dell’Orsa”. Il movimento della stella la porterà tra circa mezzo milione di anni ad essere così lontano da non essere più visibile ad occhio nudo.

Arturo è una gigante rossa, cento volte più brillante del Sole, appartiene a quelle stelle che hanno abbandonato da tempo la sequenza principale, avviandosi ad una lenta fine, che vedrà anche il nostro Sole tra circa 5 miliardi di anni.

La stella Epsilon è una delle stelle doppie più belle, tanto da essere soprannominata “pulcherrima” – stupenda, mentre in arabo era conosciuta come Izar (“velo” o “cintura”), è formata da una gigante arancione e dalla compagna bianca. Il sistema si trova a 210 anni luce di distanza e la separazione tra le due stelle ammonta a 185 unità astronomiche (1 unità astronomica è 150 milioni di Km, ossia la distanza Terra-Sole), con un periodo di rivoluzione superiore ai 1000 anni.

Mentre le stelle Beta (gialla), Gamma (bianca) e Delta (gialla) – che formano la parte settentrionale della costellazione – sono distanti rispettivamente 218, 85 e 115 anni luce.

Simile ad un piccolo ammasso aperto è l’asterismo a 40’ a sud di Arturo, chiamato Picot 1 e formato da sette stelline disposte in modo da essere soprannominate “Cappello di Napoleone”.